Dalla pura e turbolenta essenza ardente, ricchissima di storia e testimonianze sparse su tutto il suo vasto territorio, per gran parte collinare, Pozzuoli è un comune italiano della città Metropolitana di Napoli di circa 76.000 abitanti.

Terra, acqua e fuoco, tre elementi cardini di questa città: situata sull’omonimo golfo, in un’area vulcanica estesa, i Campi Flegrei, sono un’attivissima caldera con diversi crateri, attivi e non, tra cui la Solfatara, Astroni, Monte Nuovo e quello del lago d’Averno.

Ma prima, un breve passaggio sul suo percorso storico- etimologico: fondata nel 338 a.C. con il nome di Dicearchia (trad. governo giusto), venne conquistata dai Romani che cambiarono il nome in Puteoli (trad. piccoli pozzi), per la presenza di numerose sorgenti termominerali.

Come anticipato, ne abbiamo di attrazioni da segnalarvi, partiamo da quelle a carattere religioso e civile:

  • Basilica di San Procolo martire. Santo Patrono della città, principale luogo di culto cattolico, essendo sede vescovile della Diocesi. Localizzato sulla sommità del Rione Terra, è una delle testimonianze tangibili del periodo greco-sannitico.
  • Racchiuso nel centro storico di Rione Terra, su di un promontorio riconosciuto come primo nucleo abitativo puteolano fin dal II secolo a.C. , ritroviamo la Villa Avellino - de Gemmis, edificata nel 1540 di proprietà dell’archeologo Francesco Maria Avellino e successivamente del Barone de Gemmis di Terlizzi. La sua maestosità è data dalla presenza di antichi marmi, piscine e giardini che la rendono oggi, un ampio parco pubblico comunale e struttura ricettiva.

Continuando, passiamo all’immenso patrimonio storico-urbano, con i suoi siti ed aree archeologiche e naturali:

  • Il Macellum, il più caratteristico della zona flegrea, risale all’epoca romana I - II secolo d.C. ,è il mercato pubblico di Puteoli. La sua vicinanza al mare, ha favorito le attività commerciali e marittime in modo significativo.
  • Cuma, i resti dell’omonima ed antichissima città, colonia greca in Italia, risalente al 730 a.C. ,abbandonata e poi distrutta dalle armate napoletane nel 1207. I suoi beni e reperti sono in parte conservati nei musei archeologici nazionale di Napoli e quello dei Campi Flegrei.
  • Lago d’Averno, di origine vulcanica-sulfurea, famoso nell’antichità essendo considerato la porta degli inferi e dimora di Ade. Composto da acque scure e dense, dall’aspetto austero e tenebroso dato dal fondo di un vecchio cratere, le sue esalazioni rendevano nauseante la sopravvivenza della fauna (principalmente uccelli, dando anche lo spunto etimologico di carattere ellenico, dove letteralmente si traduce “senza uccelli”) e altrettanto, attanagliato da misteriose leggende.
  • Oasi naturalistica di Monte Nuovo, situato sull’omonimo cono vulcanico, caratterizzata da una spiccata vegetazione, con specie tipiche della macchia mediterranea come il pino, erica e ginestra.
  • Riserva naturale Cratere degli Astroni, un’area protetta istituita dal Ministero per l’Ambiente nel 1987 e gestita poi dal WWF Italia. È un cratere flegreo attraversato da sentieri naturalistici ed osservatori per l’avifauna, per un totale di 15 km percorribili.

In conclusione, come nostro solito modo, anche dal punto di vista enogastronomico, è un territorio che ci offre tanto, infatti abbiamo un’abbondante presenza di specialità marittime, accompagnate dalle DOC flegree del Piedirosso e Falanghina.

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